Il settore delle costruzioni riveste un ruolo strategico nell’economia europea e di pari passo alla sua espansione è necessario ampliare l’impegno per garantirne la sostenibilità.

Il bisogno di affrontare le sfide ambientali, sociali ed economiche, anche in ottica del Green Deal europeo, ci spinge a riconsiderare il nostro approccio alla progettazione, costruzione e gestione degli edifici. La ricerca e la quantificazione della sostenibilità attraverso indicatori e nuove metodologie diventa, quindi, un aspetto fondamentale per mitigare l’impatto negativo che gli edifici hanno su uomo e ambiente.

Come quantificare l’impatto ambientale?

Nell’edilizia, la gestione della questione ambientale è ormai diventata una priorità sia dal punto di vista morale che da quello economico e normativo. È da tempo, infatti, che la Commissione europea promuove l’uso dell’Analisi del Ciclo di Vita (LCA) come strumento chiave delle politiche di sostenibilità, sottolineando la sua efficacia nella valutazione degli impatti ambientali nel settore delle costruzioni.

La novità di questo approccio sta proprio nel considerare il peso energetico e ambientale di un progetto nella sua interezza, dalla fase di acquisizione delle materie prime fino alla sua fine. Diventa essenziale condurre le analisi sull’intero ciclo di vita, poiché spesso le valutazioni di sostenibilità delle costruzioni si limitano alla sola fase di costruzione, rischiando di trascurare l’impatto complessivo dell’opera, inclusi gli aspetti legati alla produzione di CO2 e all’utilizzo di energia durante le fasi di manutenzione, esercizio e fine vita.

Come contribuire alla circolarità del settore?

È chiaro che l’efficientamento del settore delle costruzioni abbia un ruolo preponderante tra le iniziative proposte dalla Commissione Europea per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.

Questo implica che il calcolo e la gestione dei consumi energetici e delle emissioni di CO2 diventino parte integrante delle attività all’interno del settore. Una soluzione efficace in risposta a questa nuova necessità è sicuramente rappresentata dall’edilizia industrializzata in calcestruzzo.

Ma quali sono i suoi vantaggi?

  • La prefabbricazione permette un’ottimizzazione della scelta delle materie prime e del loro utilizzo, interviene nella riduzione degli scarti utilizzandoli nello stesso processo produttivo e, anche al termine del ciclo di vita dell’opera, consente di avviare processi di riciclo dei materiali.
  • La scelta del calcestruzzo apporta invece diversi vantaggi relativi alla durabilità e alla riduzione dei costi per la sua manutenzione, donando alle opere vita utile e riferimento dimensionale maggiore rispetto all’utilizzo di qualsiasi altro materiale.

Al termine del loro utilizzo, gli elementi prefabbricati in calcestruzzo o armati sono quindi durevoli e completamente riciclabili, possono essere installati più volte, rendendo il loro utilizzo pressoché infinito.

La scelta di impegnarsi nell’edilizia industrializzata risulta, dunque, un investimento utile e necessario al fine di dare il proprio contributo in termini di sostenibilità ambientale.

Inviaci un’email a info@sgasrl.it oppure contattaci attraverso il nostro form https://sgasrl.it/contatti/ per maggiori informazioni in merito.

Il team di SGA