Il seminterrato, come il sottotetto, può essere trasformato in un’abitazione, a patto che si garantiscano i requisiti normativi e igienico-sanitari. Questo tipo di intervento è oggi in forte crescita: impedisce il consumo spropositato di suolo e costituisce un’alternativa più economica ai classici appartamenti di città. La rigenerazione urbana, mediante il recupero di aree esistenti, è una pratica sostenibile da incentivare. È per questo che molte Regioni hanno consentito l’impiego dei seminterrati a scopo abitativo. 

Come rendere abitabile un seminterrato

Per il recupero dei seminterrati, occorre sempre certificare che i requisiti minimi di abitabilità siano rispettati. È necessario che un professionista svolga uno studio di fattibilità per verificare che lo spazio sia idoneo all’intervento: non sempre, infatti, la riqualificazione è fattibile. Nello specifico, bisogna garantire i parametri di altezza, areazione, illuminazione, nonché le disposizioni igienico-sanitarie e impiantistiche previste dalla normativa vigente.

Altezza – Le leggi regionali fissano l’altezza minima consona a rendere un ambiente sufficientemente confortevole per una persona.

Rapporti areoilluminanti – Luce e aria devono poter entrare e circolare nell’abitazione. I rapporti da assicurare sono quelli previsti da normativa vigente, ma è possibile integrare illuminazione e ventilazione naturale con impianti artificiali.

Normativa igienico-sanitaria – Le pareti degli interrati devono essere asciutte, calde e salubri. Essendo a contatto diretto con il terreno, le mura possono favorire il passaggio di umidità, infiltrazioni acquose, muffe ed esalazioni gassose (come quella del gas Radon).

Efficienza energetica e impiantistica – Uno spazio è abitabile solo se provvisto di impianto elettrico, idrico e termico. Non devono poi mancare lo scarico delle acque nere e delle emissioni di vapore.

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Gli interventi di ristrutturazione consigliati

Un seminterrato abitabile è un luogo privo di umidità, isolato termicamente e correttamente aeroilluminato. Se le condizioni iniziali non consentono l’abitabilità, è concesso effettuare mirati interventi di ristrutturazione. Vediamo insieme i principali.

Impermeabilizzazione – Per impedire le infiltrazioni liquide e gassose, bisogna impermeabilizzare l’edificio. Si può intervenire dall’interno o dall’esterno. In entrambi i casi, si procede con la realizzazione di intercapedini e vuoti sanitari, rivestendoli con membrane isolanti e dotandoli di scarichi drenanti. Inoltre, risulta opportuno sigillare crepe e fessure con siliconici, poliuretani e resine.

Isolamento termico – Una parete fredda fa condensare il vapore e porta alla formazione di muffa. È quindi importante garantire una temperatura adeguata attraverso la realizzazione di un cappotto termico.

Aeroilluminazione –  Ventilazione e illuminazione vengono garantite aggiungendo finestre o nuove aperture (come le bocche di lupo). Quando non si raggiungere naturalmente la corretta aeroilluminazione è possibile integrare con dispositivi artificiali meccanici.

Impiantistica – Un seminterrato è abitabile solo se provvisto degli impianti essenziali alla vita, quali riscaldamento, gas, sistema elettrico e idrico. In caso di impedimenti, sono consentite anche le strutture elettriche (fuochi a piastre e pompe di calore).

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